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Oltre il Traguardo

Anima, corpo fisico, respiro, suono interiore, apprendimento. Risveglio, connessione, frequenza del battito, regolazione dell’impulso, coscienza, esistenza. Voce, orecchio, melodia, armonia, sollevarsi dall’apatia, empatia. Preghiera, silenzio che splende nella cassa armonica. Matematica, perdono, allineamento e costruzione. Codice, perdonarsi, donarsi, ritrovarsi nel dono, essere ristoro. Elevazione dall’io, sottomissione alla lezione, inesorabile missione. In guardia attraverso il bene. Verità, complesso delle spiegazioni svanisce, esordisce la giustizia, l’equilibrio delle sorti. Azione, reazione, esce e rientra sotto altra forma. (Cenere e Vapore)

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La prima volta che salì su un pedalò eravamo al lago di Misurina, lo noleggiavamo interi pomeriggi, ricordo mi piaceva molto l’odore di quell’acqua, il suono di quelle eliche, il perlustrare i piedi della montagna. (I Tre Pesci e il Pulitore)

Che la Poesia abbia inizio

Noi siamo quello che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine. (Aristotele) – Quando torno a casa per sera, mi piace stendere la maglia indossata al cielo, lasciare fluire il vissuto. Sono le piccole cose a riempire i miei sogni di speranza. Per me arte significa mettere anima in tutto ciò che facciamo, ritrovare il respiro nel semplice accogliere del tatto, sentire il dono in ogni cosa come testimonianza, unire i percorsi per farne imbarcazioni. (Villa Bellini)

Che la poesia abbia inizio Villa Bellini Verde Urbano 1mqdb Catania Visionaria

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Solamente il fatto di avere Mia al mio fianco, mi rende infinitamente grato. (Piazza Iolanda) / Catania Visionaria

Alchimia del Pulitore. (I Tre Pesci e il Pulitore)

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Paura della luce, è la storia di una talpa emotiva che trascorre le sue giornate alle pendici del vulcano, dove l’acqua solca la mano e i pescatori lanciano le reti. Mediterraneo, frutto di passione e religione, impronte sigillate dal fuoco, bolle fluttuano nello spazio. L’uomo è sempre stato così, fin quando il raccolto è prossimo, le scale saranno ornate e i balconi in fiore, ma nell’intimità solo le preghiere allontanano il timore. La luce emanata dalle parole del dolore sostenute dall’amore, sono vive nel silenzio, omaggiano il Sacramento, intenso è lo spirito che le accompagna, provengono da radici come le viti. Profondità del vento che origlia dentro un pozzo, farfalle planano sopra la punta del monte, le margherite riposano ai piedi dell’anziano pino. Servitori di un racconto che il lieto attende senza ricordo. Cupole di un mondo, mani come tegole proteggono l’incontro. (Cortile delle Nevi)

Devozione al tempo investito nella speranza

Sembrerebbe un caso, ma l’abituarsi alle strane interferenze, diventa un confronto quasi fantascientifico. Il pensare ai neuroni come spazio infinito, dove singole voci s’incontrano accendendo piccoli spiragli. Dalla fragilità può nascere la comprensione, una società vittima dell’apparire. La mia esigenza di comunicare un messaggio, non può lasciare nel bagaglio delle emozioni e delle memorie, sbiadire ferite che non contano, quasi non appartenenti al corpo, spirituale. L’infanzia è ingresso del fanciullo, mantenimento del ricordo. Mio nonno, (Cicetto) era un grande uomo. Per parlare di lui bisogna prima immergersi nella guerra, dove da capitano resta insieme al suo cane (Mia) superstite di una imboscata, l’intero suo squadrone viene polverizzato dai caccia rivali. Lui scese dalla camionetta in corsa per inseguire Mia. Mia, aveva percepito l’avanzare del pericolo, ed era fuggita. Ogni volta penso ai suoi ordini ai suoi ragazzi: Andate, ci vediamo alla base, io riprendo Mia. Credo, si sia portato a vita questo cruccio, che è anche l’inizio mio e di Mia, ritrovo lo stesso sguardo simbiotico uomo cane. Una frase Zen per come la ricordo: Nei momenti di maggiore oscurità l’uomo si è sempre affidato agli animali. Il Padre dei padri ha dato all’uomo gli animali, affinché l’uomo ne potesse gioire nella compagnia e nel lavoro.

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Il concetto di uomo e animale è assai antico, in molte immagini raffiguranti santi, sono presenti umili servitori dallo sguardo devoto, i migliori nella fedeltà per sentieri urti e spigolosi. Quest’ultima osservazione la manifestai quasi a un pubblico che si venne a creare all’ingresso della Cattedrale di Catania. Precisamente venni rimproverato severamente di accomodarmi con Mia fuori da quelle mura, intervenne anche un addetto alla sicurezza che mi colpì proprio per la polo griffata dell’arcivescovado. Mi venne riformulato l’invito della venditrice di medagliette all’ingresso, mentre molti precipitavano dentro gli occhi di Mia.

Devozione al tempo investito nella speranza. Mia Piazza Giovanni Verga 1mqdb Catania Visionaria

Mio nonno era una persona semplice e al contempo forte e coraggiosa, non amava l’ipocrisia ed era un uomo di legge e di giustizia. Fu promosso Generale, ma lui di quei gradi cercava solo il meglio. In silenzio a volte lo andavo a trovare nell’intimo di una poltrona, non si dava pace per il fallimento della causa. I suoi insegnamenti erano semplici, mai un dito addosso, certo ci terrorizzava sentirlo alzare la voce, ma riconoscevamo in quell’essere una profonda saggezza. Mario, fratello di Gaetano sposato con Santuzza, la sua famiglia aveva origini al Fortino, precisamente in una via dove anticamente si facevano le corde, Via Sacchero. Mio nonno incontrò mia nonna Carmen dopo che mia nonna aveva concepito mia madre e mia zia. Mio nonno genetico si chiamava Giuseppe. Del Colonello, come lo chiamavano rispettosamente e con immenso affetto nella numerosa comitiva del gioco, sono tantissime le cose che tutt’oggi vivo ciclicamente, una mi riporta proprio dentro Piazza Giovanni Verga. Il Parco Ritrovato, veste poetica che ho desiderato tanto dare, vivendo questo spazio espropriato da un posteggio, ma ai lati alberi sacri. Tutti gli alberi sono speciali, ma con questo parco ho istaurato un contatto come nel Giardino dentro il giardino (Villa Bellini), li vedo e sento proprio come casa, custodia, infanzia, famiglia, ricreazione.

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Mio nonno amava la menta, sotto due alberi di limoni a Trecastagni (Casa Chicco) ne aveva molte piantine. Accanto c’era una cucina che adoperavamo per preparare il pane duro che regolarmente il panificio metteva da parte anche per le galline, trionfo quando ci disse che desiderava fare il pollaio. Quando i cani defecavano, mio nonno ci diceva di spostarci le foglie attorno, da creare una montagnola e poi salirci sopra. In pochi giorni tutto diveniva nutrimento sano per la terra. A passeggio con Mia, mi piego ovunque e in qualsiasi veste per raccogliere i suoi escrementi, a volte capita farci chilometri prima di incontrare anche un cestino dei rifiuti, non mi pesa, lei è la mia cucciola. Le mie scarpe sono spesso fatte di terra, mi piace il contatto, respirare, sentire il corpo divenire un tutt’uno. Mia, corre felicemente in mezzo a quegli alberi di non pochi odori. Quando fa i suoi bisogni, ritorno in uno spazio temporale bambino, e disegno con i piedi. Quando mi allontano da quel gioco che è la vita, trovo quelle forme in armonia con Madre Terra. (Fontana avvolta da un posteggio)

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Ritrovamenti Urbani: Letture Cattoliche di Torino / An. XXXIX – Giugno – Fascicolo VI / 3 – 462 Vita di S.Luigi Gonzaga, per cura del Sac. Prof. Giov. Battista Francesca con l’aggiunta delle sei Domeniche In Onore e in Apparecchio alla Festa del medesimo Santo. Torino, 1891 Tipografia e Libreria Salesiana

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I sogni sono sentieri del divenire

(1) “Il Consigliere”, amico prezioso nato dall’incontro di un bullone forato con tanta immaginazione. Il peso e l’intensità, equivalgono alla sua forza. Custodia della piramide sopra un passaggio a livello, oggi frutta e verdura. Conoscersi è importante, riconoscersi fondamentale per scambiarsi informazioni. (2) “L’isola delle palme e degli Agrumi”, è il suono delle dolci onde nelle notti di luna piena dentro le insenature della fantasia mia. L’amicizia è genitore che accompagna, sostegno che risana, nutrimento del respiro. (3) “Accudire”, Dono da saper leggere, tradurre in tutto ciò che ci è posto fare. (Estratto di Propoli)

(1) “Il Consigliere”

(2) “L’isola delle palle e degli Agrumi”

(3) “Accudire”

In te rifugio le mie promesse

(58/92) – Gli eri tanto piaciuta a mio nonno! ricordo al matrimonio di nostro cugino Carmelo. Al rientro verso casa, dopo una notte di festeggiamenti e leggerezza, diceva in macchina mentre era alla guida; davvero una bella persona tua cugina Roberta! ha un bellissimo sorriso. Nel tempo, crescendo, ma mantenendo il prezioso, ho sempre ricordato l’emozione di mio nonno che entrava in contatto col tuo mondo, e nello spazio tutto era presente come nel nostro fare. Che bei ricordi ho con te, cugina mia, fanno odore e hanno sapore di primitivo, ancestrale, sbocciati dentro un contesto primordiale. La Cava, il Convento e Martorina, le tombe dei siculi scavate nella pietra, e le chiese dentro le caverne. Gli alberi, antichi forzieri di dinastie, le cui radici partivano da molto lontano. Ci siamo sperimentati nel mare e sotto la luna, a terra e in cielo raccontavamo di una sana infanzia, mangiare pane e formaggio con Carmelo, nostra guida e sincero amico. Ci eravamo sentiti, semplici credevamo in una relazione ancora più eterea, esserci nel silenzio. Mi trovavo sul treno che porta da Trapani a Mazara del Vallo, una ragazzina mi ha riportato a quei momenti, ti somigliava moltissimo, sembravi tu bambina, stesso sorriso di cui parlava mio nonno. Ti ho pensato, e in quel momento eravamo insieme, come rincontrarti in un’altra vita. Sceso a Mazara, dopo aver fatto un giro di fretta per non perdere il ritorno verso casa, molte emozioni mi pervadevano. La Sicilia sono più mondi che fanno capo all’essere isola, il cui tetto è il più alto d’Europa, “l’Etna”. Proprio da casa, mi giungeva la gelida notizia, tu non eri più presente nel reale condiviso, il tuo corpo aveva liberato il tuo eterno respiro. Nel darmi sfogo e conforto, la telefonata di zia José, incredula della freddezza di quei momenti. Mi sono promesso esserci all’indomani al tuo saluto. Sono andato in spiaggia, ho intonato una fantasiosa preghiera celtica, l’ho dedicata al tuo viaggio. La voce del mare l’ho portata con me, ho creduto incontrarla anche in questi frammenti di cotto.

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Linearità di una retta

Cortile delle Nevi Mia Algoritmi di Pace, Spiritualità della forma. Con grande amore sono felice condividere con Gabriele Torrisi Avolio, Il Terzo Fiore / Il Giardino dentro il giardino, Imprints London 2019 – 22.11.23 Via Vincenzo Giuffrida, 31. Right Thumb 157/140 cm. Il Parco Ritrovato. (Catania) Prima di essere corpo siamo sogno.

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Equilibrio Minerale

Il non volersi abituare all’assenza dei requisiti minimi di previdenza nei confronti dei più fragili. (Riscatto dei Talenti) – Caro amico, non possiamo pensare a chi ci vuole male, disperdere energie con un tempo limitato. – Ogni mattina mi viene raro incontrare anche nelle vie principali, contenitori per i rifiuti, il differenziato sembra essere utopia. / Il caffè lo berrò appena finito le mie note. (Via Pacini)

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Il canto delle cicale

Sembrava una cosa da nulla, nella sua interezza il caso passò inosservato, alleggerito nella complessità degli aneddoti. La bellezza non è un valore attribuibile attraverso titoli e parabordi. Vibrazione comunica la sua esistenza, sentimento la sua trasposizione, il reale esistere, la compenetrazione della realizzazione d’essere. Essere valore nell’insieme, L’origine del seguito rinato, Tutto esiste per un legame profondo all’evoluzione spirituale, Tutto è di passaggio e in continua mutazione, Ritmo simbiotico manifesta l’esigenza prossima, Desiderio benessere collettivo. Accoglienza, merito. (Mazara del Vallo Visionaria)

Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 59 Sembrava una cosa da nulla, nella sua interezza il caso passò inosservato, alleggerito nella complessità degli aneddoti

Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 60 la bellezza non era un valore attribuibile attraverso titoli e parabordi

Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 61vibrazione comunicava la sua esistenza, sentimento era la sua trasposizion il suo reale esistere la compenetrazione della realizzazione d'essere

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Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 68 accoglienza, merito

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Mazara del Vallo Visionaria

Tutta la natura sussurra i suoi segreti a noi attraverso i suoi suoni. I suoni che erano precedentemente incomprensibili alla nostra anima, ora si trasformano nella lingua espressiva della natura. (Rudolf Steiner) – Sfere Rispetto Pianeta 451/460. Una pittura che non parla di bandiere o di politica, Forme spontanee presenti nella pietra, nel legno e in tutti gli elementi da cui ha origine la vita. Sfere di Sicilia è una ricerca applicata al centro, all’ombelico, al suono dell’universo che si espande e ritorna in ogni essere in questa dimensione. / Ruota del tempo, clessidra dell’esistenza, sipario del destino. La prima cosa che mi viene in mente è riconoscenza. L’averti ricordato, esserci stato, avere avuto. L’infanzia custodisce l’origine della memoria, Calmo e soave è l’incontro sentimentale, Nessun distacco tra le anime che si toccano. L’esperienza del passaggio, l’avere aggiunto una nota nella sinfonia onirica, Accolto un fiore in missione, Familiarizzato oltre la frontiera delle abitudini smarrite, Servitori di speranza e benevolenza, Artigiani del pensiero caritatevole, Bellezza incontaminata. (Sicily needs love)

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Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 2 la prima cosa che mi viene in mente è riconoscenza

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Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 3 l'averti ricordato, esserci stato, avere avuto

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Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 10 servitori di speranza e benevolenza

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Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 11 artigiani del pensiero caritatevole

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Mazara del Vallo Visionaria Sicily needs love 12 servitori di bellezza incontaminata