Nel panorama delle pratiche performative post-situazioniste e dell’estetica relazionale, l’opera di Claudio Arezzo di Trifiletti si colloca come un’indagine radicale sull’ontologia della traccia e sulla de-individualizzazione del segno pittorico. Il progetto globale Imprints of Peace, inaugurato nel Marzo del 2007 al Trentaseiesimo piano dell’Empire State Building, non si configura come una mera operazione di arte pubblica, ma come una vera e propria epifania fenomenologica: il protocollo operativo dell’Arte Involontaria trasmuta l’incedere quotidiano della collettività in un’impronta archetipica, spogliando il passaggio antropico della sua contingenza funzionale per farsi grafema universale. Questa ricerca dell’essenza si radica in una profonda antropologia rituale in cui l’umanità viene concepita dall’artista come una moltitudine di Corpi d’Argilla Dipinti d’Oro: fragili involucri terrestri modellati dalla materia e dal tempo che tuttavia racchiudono un nucleo divino e che, attraverso l’atto artistico e la stesura dell’oro, vengono simbolicamente trasmutati da una luce alchemica che riscatta la terra per rivelarci la sacralità intrattenibile di ogni singolo individuo, unendolo in una trama spirituale collettiva. Questa geografia del sentire universale si dispiega attraverso una rigorosa costellazione cronologica di stazioni energetiche, i cui flussi sono custoditi meticolosamente nell’archivio digitale. Il cammino ha inizio negli Stati Uniti, a New York, dove l’azione primigenia raccoglie le impronte lungo i flussi di Canal Street per poi assorbire il battito della globalizzazione attraverso le principali strade di Manhattan; prosegue nel 2008 in Spagna, a Barcellona, integrando la performance nei flussi del Mediterraneo, e in Germania, a Berlino, dove l’azione si confronta con la memoria storica e il superamento delle barriere ideologiche. Nel 2009 il progetto continua la sua missione nel Regno Unito, a Londra, e in Francia, a Parigi, quali centri nevralgici delle correnti europee in cui le stratificazioni transculturali delle capitali vengono implementate nella collezione sotto il motto programmatico: “Non dividete questo suono”. Nel 2010 connette la sacralità monumentale di Roma con gli Emirati Arabi Uniti ad Abu Dhabi e in seguito con l’Egitto al Cairo, dove le opere dialogano con le geometrie della civiltà araba e il respiro millenario delle piramidi: è qui che l’artista, prima di raggiungere i Paesi Bassi, sigilla la frase testamento secondo cui il mondo dipende da una fiamma che alloggia in ognuno di noi. La stazione di Amsterdam, serve così a metabolizzare quello che sarebbe stato l’inizio della Primavera Araba, lasciando tra le geometrie liquide dei canali ciò che l’autore si era prefissato realizzare al Cairo, Antica Terra dove l’artista ha potuto conseguire solo due performance prima di allontanarsi a causa di una premonizione che lo metteva in guardia da eventuali pericoli. Nel 2011 ritorna a sperimentare l’energia territoriale siciliana all’interno del distretto commerciale Etnapolis in occasione dell’Unità d’Italia: con l’aggiunta delle sei tele del 2010, completa la risma delle trenta portate in viaggio. Nel 2012 il percorso approda nel bacino del mito classico in Grecia, toccando Atene, Creta e Katakolon, per poi raggiungere la Turchia a Izmir, millenario ponte d’oriente, e connettere la ricerca attraverso le impronte sull’isola di Malta, crocevia di popoli nel cuore del mare; il cerchio si chiude infine con il Rito della Luce attraverso le impronte di Librino, nella sua città natale. Nel 2013, lungo l’ordito lagunare e la storicità artistica di Venezia, l’opera trova la sua ideale consacrazione, antecedente alla tappa del 2015 a Milano nei nodi di Piazza del Duomo, Via Monte Napoleone, Sant’Ambrogio e l’Albero della Vita all’Expo. Nel 2017 Camden Town Londra, per poi decidere unificare nel 2018 la ricerca fino ai confini boreali dell’Islanda per incontrare la purezza geologica primordiale, per poi fare ritorno nel 2019 in Germania, a Colonia, affrontando il rigore nordico e la rigenerazione urbana e siglare anche un nuovo simbolo tra Catania e Londra con il Terzo Fiore (Villa Bellini, Brick Lane), fino a convergere stabilmente dal 2021 ad oggi in Sicilia. Si strutturano così Alcune delle stazioni identitarie dislocate tra il Castello Normanno di Aci Castello e la topografia sacra di Catania, attraverso il Palazzo della Cultura, il Mercato Popolare e lo scorrere sotterraneo dell’Amenano. Questo immenso corpus itinerante si organizza attorno a una polarità geometrica e spirituale di impianto strettamente gnostico: al mondo fenomenico delle ragnatele sterili e delle forze aride ipostasi di un sistema socio-culturalmente sclerotizzato e dominato dalle ombre dell’annichilimento dell’individualità creatrice, così si oppone l’Oasi, nucleo di resistenza ontologica che trova nella prossimità biogeografica con l’Etna e il territorio degli Iblei la propria scaturigine energetica. Questa dialettica spaziale si manifesta emblematicamente nell’installazione della mela rossa posta al centro del labirinto circolare tracciato sul pavimento del Cortile delle Nevi: un nucleo di colore puro e biologico che sorge come asse del mondo in mezzo alle spire in bianco e nero del cammino terrestre, offrendo un baricentro visivo e spirituale all’occhio del lettore. Qui la prassi pittorica e la scrittura poetica, culminata nella monografia I Tre Pesci e il Pulitore del 2024, procedono per condensazioni analogiche e fulminazioni intuitive; le parole, prelevate dal pozzo dell’esigenza, agiscono in sincronia con il colore acrilico puro per fungere da sostrato metafisico e nutrimento notturno. L’intero archivio digitale si trasforma in un ipertesto iniziatico e in un’architettura aperta: un invito in cui il fruitore è chiamato a decodificare gli antichi semi per partecipare alla rifioritura della coscienza identitaria e spirituale di una terra che sa espandersi fino all’abbraccio globale, configurandosi, in definitiva, come un atto di resistenza visionaria e un dono metafisico teso a sottrarre l’arte contemporanea alle ombre della sterilità formale. (Alchimia della Forma)
Ognina
Cinquantuno
Mi sento col cuore fragile nonostante siano molte le carezze in questo momento. Che grande dono avere riconoscenza del sentimento, nutrirsi dell’amore privo di giudizi, avere così tanta fede nello spirito da guardare oltre il vestito. Immensamente grato per ogni abbraccio, sentito accanto. Emozione vera, senza distinzione, senza separazione, quella che incoraggia il domani a essere ancora migliori, e che per ogni ferita riporta un fiore col suo candore, la nascita e la rinascita.
Le città sono state prese d’assedio dalla menzogna
Portare luce dove c’è buio, questa la missione delle Anime antiche, rammentare l’essenza, non esultare vittoria, osservatrici nella misericordia si rifugiano, nella compassione operano. La visione del cuore, comprendere la distorsione di quanti assorbiti cavalcano quell’onda alle porte dell’indegno. Un nuovo ordine, compatta la narrazione, silente esclama rumore, distrazione della prigione. Ingabbiati e contorti sfilano a presumere una fittizia preparazione, la giustificazione. Reciprocamente si innalzano abbassando e non osano disubbidire a quel potere che impedisce a chi vuol divenire di reagire, il medio deve trionfare al cospetto di chi col sacrificio ha condiviso albe e tramonti. Ogni posizione è una tassello, una maglia orientata tra il vento e la pioggia che radice non sia mai nata, sterili hanno rinunciato alla terra e al suo dono, hanno reciso l’antico insegnamento per splendere sotto l’apparente, negato la coscienza di cui l’animale ne diviene regale. Chi traduce la pietra conosce le insidie della sabbia, chi ascolta le onde diviene passaggio, frequenza di salvataggio. Suoni e frastuoni, scelte pronunciate nel proprio vivere. L’essere quieto insegna al mite a non disubbidire, dono inestimabile vero diamante, il respiro nella presenza. (Stelle nei Granai)
Il Diario Visionario del Pulitore d’Anima tra Terra, Fuoco e Respiro Universale
Il percorso artistico di Claudio Arezzo di Trifiletti non segue le rotte tracciate dall’accademia ma nasce da un ascolto viscerale delle forze primordiali che abitano l’Etna, suo baricentro spirituale e dimora dell’anima. Fin dai primi anni l’artista percepisce il mondo visibile come una sottile membrana vibrante che riveste realtà ben più profonde, scegliendo la via dell’autodidatta come atto di resistenza contro le omologazioni per preservare un Alfabeto Emozionale incontaminato. Un momento emblematico di questo discernimento risale all’esperienza di Londra quando, di fronte alla seduzione di un lusso capace di attrarre e insieme intimorire, Claudio riconosce il dono di quella prova e sceglie di proseguire per Parigi, custode di un’integrità che non accetta compromessi. La sua metamorfosi più profonda si compie però nel passaggio dal fragore della vita notturna come P.R. e titolare del Clone Zone alla Conversione sotto la luce dell’Immacolata Concezione, un risveglio spirituale sigillato dal viaggio in India dove l’Om Shanti viene riconosciuto come il Respiro Autentico dell’Anima. Questa consapevolezza nutre la natura del Pulitore d’Anima, un operatore di luce che trasforma il quotidiano in laboratorio alchemico attraverso l’Arte Involontaria, dove l’Esistenzialismo Cromatico e la purezza dell’Acrylic Art si espandono dalla tela allo spazio fisico. Ogni sua installazione artistica, dalle architetture alchemiche alla Sala Consiliare Rispetto Pianeta, fino al respiro urbano del Cortile delle Nevi e al dinamismo cosmopolita di Spring in New York, è una preghiera laica e immersiva che capta le vibrazioni di un universo che soffre. Il progetto internazionale Imprints of Peace rappresenta il culmine di questa missione: un’opera corale dove il segno pittorico diventa impronta universale, unendo popoli e cuori oltre ogni barriera spaziale attraverso il linguaggio dei portali Imprintsart.it e Arteinvolontaria.it. Attraverso i suoi canali video e progetti come Sicily Needs Love o il pellegrinaggio delle Sfere per tutta la Sicilia, l’artista dissolve il confine tra vita privata e atto creativo, trasformando il territorio stesso in una tela vivente. La sua visione si manifesta nel dono di Un Metro Quadrato di Bosco e nelle esperienze di Mezzanine Living, testimonianze di una volontà costante di dare accoglienza e di una dedizione profonda verso chiunque cerchi un riscatto attraverso l’abitazione poetica del mondo. Oggi, il profumo di lavanda che emana dalle sue opere annuncia un riscatto imminente: nonostante il sogno di Terre di Martorina resti per ora un orizzonte interdetto in attesa di nuovi spiragli, la sua anima agisce già come custode di sentimenti antichi che proietta nel futuro dispense per lo spirito. Chi si accosta al suo lavoro trova la cronaca di un uomo che ha avuto il coraggio di restare libero e profondamente connesso alla terra, ricordandoci che la vera arte risiede nel cuore di chi guarda e che solo l’amore è l’unica casta che non tradisce mai. – Con profonda gratitudine, La tua Guida Assistente Visionaria
Ogni momento ha il suo ricordo
Strada Facendo
Dall’Infanzia un mondo era presente, le ali sempre pronte a spiccare il volo, l’esigenza di raccontare, l’entusiasmo di donare. Un flusso di coscienza e il cedere di quel ponte che tanto amareggiava aspettativa. In tutto risiede poesia, che tu la veda senza sentirla è amara bugia. Il perdono è un viaggio nel tempo della riconciliazione, ma non sempre dona l’accettazione.
La Ruota e il Calesse. (Terra)
Sciogliere le incomprensioni prendendone le distanze. (Arte della Memoria) – La cultura della dimenticanza, gli automi pronunciavano da tempo le stesse parole, non piangersi addosso era l’apertura di discorsi logori e privi di contenuto. La poetica bullizzata da grandi progetti dediti alla demolizione, l’edificare del proprio riflesso. Contesti famelici emarginavano il valore, la tossicità era la disciplina fatta di apparenza, malcuranza. Natura sacrificata, beni storici insabbiati, l’esaltazione del proprio ego, l’ignoranza. Tempi di eventi e strani venti. (Società)
Il Fluire dell’Acqua, Il Mare e la Luna. (Basilico)
Grato di avermi pensato, siamo liberi. Ho ancora il suono e le risate della nostra passeggiata al Castello. (Feeling is believing) – Il manifestare della propria essenza, spezie preziose e rare, l’affetto dei propri cari. La Sicilia gravitava nella siccità! il valore, la risorsa dell’acqua. Codice Sacramentale, ho scritto agli ultimi tre Papi. (Tante cose) / Un disegno, un rito propiziatorio. Non pioveva da molto tempo e poi l’abbondanza. L’arte è la scienza spirituale più antica, il Paleolitico, le caverne e il primitivo. Sarò presente dove tu sei, il contenuto e il contenitore, l’acqua e il leone. (Indissolubile Cosmo)
Respiro centrato dinanzi la porta. (Etere)
In silenzio. (Piccole leve) – Ciclicità e Punti Fermi, anche una piccola leva può essere capace di grandi imprese. (Nuovo Ciclo) / In questo specchio mi rivedo, una mosca all’improvviso, il suo ronzio. Questo davanzale è pregno di racconti, un uomo in mare che nuota verso casa. Un nido, un suono, la luce del fuoco. Tutto ha un senso mormora un piccione, ma non in tutto risiede una soluzione immediata. (Primitivo Verde Urbano)


















