2025 I

Un drago che si trasforma in cigno. (Vita di Ricerca) – Era il cuore a partorire strade, vicoli e ingressi, disegnare e realizzare progetti, un quotidiano che aveva costanza di galanteria. (Catania Visionaria) / Rivivo quel bambino affamato di bellezza. (Corpi d’Argilla Dipinti d’Oro) \ Nel silenzio della forma ritrovo quella voce che mi riporta al Verbo. (Infanzia) | Una goccia con dentro un mondo magico. A piccoli passi, granello su granello ripercorro quel sentiero, l’inizio. Condominio, piazza, isolato, alberi e trombe, canto del rientro, la luce dona spazio alla luna. @ Nonostante immagini la scena, sembra venire a mancare il nutrimento dell’entusiasmo. Un mondo svanisce, il vento trascina foglie secche, intorno sembra tutto sbagliato. Apparente resiste quel superficiale che non bada a spese, ma i colori sembrano sbiadire. / La notte mentre molti dormivano, fluttuavano in cielo, come nella mitologia islandese, folletti. Era un tempo che ancora resistevano anfratti di roccia vulcanica e vegetazione spontanea, luoghi metropolitani che venivano denominati sciare, frequenti nascevano spontanee varietà floreali, fichi e alberi con nomi e legende. Oggi, forse l’asfalto sigilla quei tempi, forse questo correre verso un futuro incerto, sta privando un mondo assai caro ai ricordi e alla fantasia di respirare. (Mutazione)

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La sua vita era permeata da ricordi, i ricordi erano il seguito di una storia presente – Sullo sfondo un campo di combattimento tra cavalieri di diverso orientamento. La finestra, omaggio al Vulcano e alla Santa. Scelte, equilibri e viaggi, il sale come cristallo di guarigione. Sperimentava la vita per apprendere, attraverso la coscienza, la saggezza resisteva alla stoltezza. Il dolore per l’assenza di un mondo sentito, non smetteva di ricordargli la Stanchezza nel Volto del Padre. (Il Terzo Fiore) / Non aveva conosciuto i fiumi della Moldavia, anche se lo accompagnarono a spogliarsi di ricordi legati all’intimità dell’esperienza. Veniva difficile comprendere il suo interesse, una signora gli domandò se fosse disoccupato, provava a piccoli sorsi descrivere il mondo che custodiva. Osservava, trascriveva e documentava, cercava dalla memoria sentimentale un accordo col tempo, un varco nello spazio. \ Quanta energia nel realizzare quell’intreccio di foglie di ficus, spinto dalla visione, ogni giro di corda pensieri si riallacciavano, come a voler benedire quella danza irrefrenabile fino all’ultimo nodo. Lui, è un guerriero della luce, guarda dall’alto, irradia col suo abbraccio la libertà e la purezza, la corda sempre utile per ogni evenienza. | Ricordo Pietra Bianca Siracusa. (2004)

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la sua vita era permeata da ricordi, i ricordi erano il seguito di una storia presente

i fiumi della Moldavia li sentiva come familiari

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Suoni Armonici, Memoria Fotografica – Le strade gli erano divenute compagne, ammirava l’ingegno prima del fuoco, amava trovarci umili anime banchettarci intorno, trovava nello svantaggio il vantaggio, e del vantaggio ne faceva comunione. La congiunzione era dettata dalla visione, nel tempo così tutto avrebbe avuto un senso, connettendosi altre parole si sarebbero aggiunte a quella preghiera nata dal bisogno di esserci, dal voler mettere ordine, dall’essere una comunità. / Viveva nella convinzione che ogni cosa avesse memoria, dalla buccia della frutta che amava fare essiccare al sole, ai piccoli pezzi di pane che una volta indurito, nel suo sentire avevano anche assorbito l’aria di casa, e quindi nell’atto poetico andavano in acqua per amalgamarsi in quel rito che gli avrebbe permesso di familiarizzare con i volatili che avevano fatto di quel tetto, bosco. Un piccolo vaso era divenuto aia, una pietra centrale altare, una pianta rinata e tanto rispetto in quella natura che non osava sporcare. Un seme avrebbe registrato e mantenuto un sogno, trasferire quelle sensazioni alla terra, al Cosmo. (Filosofia Living)

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Luoghi d’infanzia. (Invisibile Sentiero) – Al tramonto nel cielo come all’alba, era possibile assistere al manifestare dall’immensità, sembrava dalla profonda bellezza uscire una narrazione sempre antica e assai moderna, affascinante catturava l’attenzione sulla meraviglia, sul mondo non descritto dall’uomo, ma dal reale impero fatto di invisibile sentiero. / Una mattina incontrò dei bambini, gli diede un pugnetto di argilla e gli raccontò delle incomprensioni della vita e la forza dell’armonia di ridare un senso a tutto. Un fiume che arrotonda col tempo la pietra, delle ingenue mani che trasferiscono attraverso il girare la sfericità a quella terra. Finito il racconto, i bambini consegnarono ognuno il proprio elaborato, e così venne sigillato un accordo di unione. \ Fotografava il riflesso delle chiome degli alberi sopra la cera sciolta, era impregnato di quella atmosfera, l’incontro con una donna straniera avrebbe stimolato la telepatia, la sua dimora era al Monte Madre. Realizzò delle installazioni, mettendo in risalto la saturazione dei tempi odierni, alcune furono riproposte sotto altro nome. Comprese, che la Verità è la Culla dell’integrità, arricchì il suo bagaglio emozionale. L’ECHANGE “III SALON INTERNATIONAL D’ART FIGURATIF”– 9.23 OCTOBRE 2004

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Claudio è arte, è Empatia che trasmette col colore, col disegno e con lo spirito creativo che è in sé, da sempre. Le sue opere sono un susseguirsi di messaggi d’animo che vuole dare e Donare allo spettatore, a colui che guarda e osserva in profondità. La forma non è tutto, ma rallegra e diletta la vista, la sua natura nutre la mente e il cuore: crea la “bell’arte” di Claudio. (Loredana Fisichella) – Era uno dei suoi ricordi bambini, le prime forme plasmate, la scelta dei colori in quel piccolo banco della seconda elementare. Una spiritualità che scandiva parola dal suono, che amava inginocchiarsi difronte al Sacro, che non vedeva l’ora di tornare nel suo ricco giardino, un regno nato in un piccolo terrazzino, divenuto anche l’orgoglio del condominio. (1mqdb) / Un frammento rinvenuto dai rifiuti era capace riportarlo in quei luoghi di riserva, l’acqua era l’elemento madre così come ogni cosa, entrando in contatto con quel modo di agire, riusciva a trovare l’adeguata collocazione per continuare a vivere. (Desiderio Neonato)

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Il rumore della saracinesca era uguale a quando giocava sotto in cortile, proprio in quel letto che aveva assistito i nonni, toccava con l’anima l’impronta del suo fare. Tutto si compiva di trasformazione, la polvere del tempo era parola portata dal vento, il colore sigillava un nuovo ciclo. La forza dell’immaginazione, il trascorrere il ricordo come attimo presente e futuro. (Corpi d’Argilla Dipinti d’Oro)

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e così tutto si compiva di trasformazione, la polvere del tempo era parola portata dal vento, il colore l'avrebbe sigillata per un nuovo ciclo.

La Preghiera non ha confini ed è un Dono, forse il più prezioso. (Custodi di Bellezza) – Alcuni dicono che la felicità bisogna cercarla lontano; altri dicono che dimora vicino, nella casa; ma la felicità perfetta è nella culla di un neonato. (Proverbio cinese) / Fin da piccino l’emotività apriva varchi imprevedibili, una delusione nel giardino avrebbe raggiunto una risposta immediata, lo sconforto restava ma quel velo legato alle coincidenze diveniva involontaria osservazione. Col tempo comprese che in tenera età aveva anche provato a svincolarsi da quella dimensione, ma presto si rese conto che era un dono, che la bellezza andava custodita, e non doveva mai dimenticarsi del privilegio che gli era stato affidato. \ Ricordo come ieri quando questo comodino si presentò in mezzo al marciapiede, gli ridiedi vita per l’ingresso dei nonni. | Domenica Mattina. (Facciate) – Underground

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La Preghiera non ha confini ed è un Dono, forse il più prezioso.

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