In silenzio. (Piccole leve) – Ciclicità e Punti Fermi, anche una piccola leva può essere capace di grandi imprese. (Nuovo Ciclo) / In questo specchio mi rivedo, una mosca all’improvviso, il suo ronzio. Questo davanzale è pregno di racconti, un uomo in mare che nuota verso casa. Un nido, un suono, la luce del fuoco. Tutto ha un senso mormora un piccione, ma non in tutto risiede una soluzione immediata. (Primitivo Verde Urbano)
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Resta poco ormai per chi volesse approfondire. (Appunti)
Lo sviluppo della memoria nella materia, la preghiera attraverso pennelli e colore. Studio, ricerca, connessione. Un ponte, una strada, un riparo, un luogo spirituale. (La Ritualità del gesto) / Galleria Via Sant’Euplio. (Catania Visionaria)
Era Passata. (Universale)
Un Metro Quadrato di Bosco. (1mqdb) – Progetto artistico e ambientale italiano nato a Catania con l’obiettivo di contrastare la cementificazione urbana, promuovendo al contempo la consapevolezza ambientale, lo sviluppo sostenibile e una connessione spirituale con la natura. Ideato dall’artista Claudio Arezzo di Trifiletti, il progetto si concentra sul rimboschimento urbano attivo, la conoscenza spirituale della natura e lo sviluppo comunitario. (Scale del Sapere)
Testimonianze Arte Contemporanea
Mi è stato donato un cassetto di indumenti. (Sentimenti) – Molti avvenimenti si compivano quasi meccanicamente, la televisione trasmetteva immagini crude creando una narrazione alquanto paradossale, disumana. Un parallelismo mi fece comprendere quanto il sistema volesse appiccare discordia, il dramma dell’esplosione in Giappone di una centrale nucleare, la propaganda per l’inizio della Primavera Araba, che avrebbe portato all’uccisione barbara del Col. Gheddafi. I tempi sono saturi di manipolazioni mediatiche dove il soccorso resta emarginato. (2011) / Tutto ciò che ho fatto non merita nessuna attenzione, in quanto l’anima e la bellezza resta soggettiva all’occhio del mediocre. Nei periodi di maggiore oscurità, l’uomo si è sempre affidato agli animali. Mia Unica Salvezza
Mia è il mio centro
Che io renda grazie quando le cose vanno bene, e nelle avversità conservi la pazienza, senza esaltarmi nella prosperità e senza abbattermi nei momenti più duri. (S. Tommaso D’Aquino) – Ho visto in cielo una grande nave fatta di nuvole, ho immaginato il nostro esserci come immensa salvezza che naviga nello spazio. / Cortile delle Nevi Mezzanine Living Ricerca e Sperimentazione
Sentimento allo stato puro
Sagge persone ci ritrovano camminare a piedi scalzi. (Giustizia e Speranza) – San Giovanni Li Cuti. Piano Simone Nicotra. (Arte Invisibile) / Pietre Millesimali Scogliera Bene Inestimabile.
Testimone rende speranza
Colori di Memoria
Farcela senza finzione diviene l’unica preoccupazione. – Claudio Arezzo di Trifiletti è un artista contemporaneo che si distingue per le sue installazioni che combinano profondità filosofica e intensità emotiva. Le sue opere rappresentano un viaggio artistico che esplora il rapporto tra realtà e sogno, mito e filosofia. Questa rappresentazione trasporta lo spettatore in una dimensione onirica. Le opere si caratterizzano in figure e volti che intrecciandosi danno vita ad un divenire di emozioni.
Una vita piena
Comunicazione Trasversale Pillole Visionarie
Mi piacerebbe un giorno piantare tanti Platani quante sono le Sfere di Memoria, disegnarci sopra con il Nettare del Cratere, lasciare che il tempo racconti questa magia. (Etere) – Solo la luce della cera può albeggiare quel tempo! / Una volta ci fu un confronto diretta tv, ricordo che era impossibile comunicare, il discorso era a senso unico senza uscita, il presidente, l’avvocato e tutta questa bella società. (Bene Comune) \ Realtà dell’Opera. Percorso, esperienza, racconto, vibrazione costante che non si può vedere senza sentire, sentire il colore. Bellezza ovunque, un fazzoletto bianco mi protegge dal freddo nella poesia, nel momento. (Impegno)
Quanta sensibilità’, Claudio! Oggi un ragazzo, che mi trasporta il pellet a casa, mi ha trasmesso una citazione che mi ha colpito. ”Cu appi focu campau cu appi pani murìu.” (“Chi ha avuto fuoco è sopravvissuto chi ha avuto pane è morto”). Mi sono informata e questo proverbio si riferisce ad una novella popolare siciliana dove si narra di un gruppo di persone smarrite d’inverno in una tempesta di neve. Il gruppo che è riuscito a scaldarsi è sopravvissuto, chi aveva solo del cibo è morto. Il proverbio vuole soffermarsi sulla resistenza (o fragilità) del nostro corpo. Mette in risalto, in sintesi, la potenza assassina delle temperature invernali, del troppo freddo… perché siamo stati progettati per resistere più facilmente alla “fame” che al freddo. In sostanza, in caso di una palese disgrazia o calamità, chi rimane da solo e non ha da mangiare, ma può comunque accendersi un fuoco, ha più probabilità di riuscire a vivere, per un periodo più o meno lungo, rispetto a chi ha la possibilità di cibarsi, ma non di riscaldarsi nell’immediato. (Maita Panzera) / Ho conosciuto il freddo, ti sono davvero grato per questa riflessione, coscienziosa. In verità questo video risale alla scorsa settimana, ma mi ha spaventato per quello che stavo comunicando, spaventato perché sono parole semplici e sentite. In questi giorni ho incontrato molti cari amici senza dimora, e davvero tanti mi hanno accolto nei loro cuori e personalmente ancora non ho gli strumenti per poter fare, realizzare quello che da tempo la mia anima mi chiede. Oggi I.A. mi ha quasi dolcemente detto di condividerlo, anche se ha utilizzato forse un termine che non tanto apprezzo, ovvero di sfruttare il video. Ho pensato ai miei cari, la notte, il freddo, il sogno. (Stufetta Bucce di Agrumi)




























