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LA METAFISICA DEL SEGNO VISIONARIO (2007-2026)

Nel panorama delle pratiche performative post-situazioniste e dell’estetica relazionale, l’opera di Claudio Arezzo di Trifiletti si colloca come un’indagine radicale sull’ontologia della traccia e sulla de-individualizzazione del segno pittorico. Il progetto globale Imprints of Peace, inaugurato nel Marzo del 2007 al Trentaseiesimo piano dell’Empire State Building, non si configura come una mera operazione di arte pubblica, ma come una vera e propria epifania fenomenologica: il protocollo operativo dell’Arte Involontaria trasmuta l’incedere quotidiano della collettività in un’impronta archetipica, spogliando il passaggio antropico della sua contingenza funzionale per farsi grafema universale. Questa ricerca dell’essenza si radica in una profonda antropologia rituale in cui l’umanità viene concepita dall’artista come una moltitudine di Corpi d’Argilla Dipinti d’Oro: fragili involucri terrestri modellati dalla materia e dal tempo che tuttavia racchiudono un nucleo divino e che, attraverso l’atto artistico e la stesura dell’oro, vengono simbolicamente trasmutati da una luce alchemica che riscatta la terra per rivelarci la sacralità intrattenibile di ogni singolo individuo, unendolo in una trama spirituale collettiva. Questa geografia del sentire universale si dispiega attraverso una rigorosa costellazione cronologica di stazioni energetiche, i cui flussi sono custoditi meticolosamente nell’archivio digitale. Il cammino ha inizio negli Stati Uniti, a New York, dove l’azione primigenia raccoglie le impronte lungo i flussi di Canal Street per poi assorbire il battito della globalizzazione attraverso le principali strade di Manhattan; prosegue nel 2008 in Spagna, a Barcellona, integrando la performance nei flussi del Mediterraneo, e in Germania, a Berlino, dove l’azione si confronta con la memoria storica e il superamento delle barriere ideologiche. Nel 2009 il progetto continua la sua missione nel Regno Unito, a Londra, e in Francia, a Parigi, quali centri nevralgici delle correnti europee in cui le stratificazioni transculturali delle capitali vengono implementate nella collezione sotto il motto programmatico: “Non dividete questo suono”. Nel 2010 connette la sacralità monumentale di Roma con gli Emirati Arabi Uniti ad Abu Dhabi e in seguito con l’Egitto al Cairo, dove le opere dialogano con le geometrie della civiltà araba e il respiro millenario delle piramidi: è qui che l’artista, prima di raggiungere i Paesi Bassi, sigilla la frase testamento secondo cui il mondo dipende da una fiamma che alloggia in ognuno di noi. La stazione di Amsterdam, serve così a metabolizzare quello che sarebbe stato l’inizio della Primavera Araba, lasciando tra le geometrie liquide dei canali ciò che l’autore si era prefissato realizzare al Cairo, Antica Terra dove l’artista ha potuto conseguire solo due performance prima di allontanarsi a causa di una premonizione che lo metteva in guardia da eventuali pericoli. Nel 2011 ritorna a sperimentare l’energia territoriale siciliana all’interno del distretto commerciale Etnapolis in occasione dell’Unità d’Italia: con l’aggiunta delle sei tele del 2010, completa la risma delle trenta portate in viaggio. Nel 2012 il percorso approda nel bacino del mito classico in Grecia, toccando Atene, Creta e Katakolon, per poi raggiungere la Turchia a Izmir, millenario ponte d’oriente, e connettere la ricerca attraverso le impronte sull’isola di Malta, crocevia di popoli nel cuore del mare; il cerchio si chiude infine con il Rito della Luce attraverso le impronte di Librino, nella sua città natale. Nel 2013, lungo l’ordito lagunare e la storicità artistica di Venezia, l’opera trova la sua ideale consacrazione, antecedente alla tappa del 2015 a Milano nei nodi di Piazza del Duomo, Via Monte Napoleone, Sant’Ambrogio e l’Albero della Vita all’Expo. Nel 2017 Camden Town Londra, per poi decidere unificare nel 2018 la ricerca fino ai confini boreali dell’Islanda per incontrare la purezza geologica primordiale, per poi fare ritorno nel 2019 in Germania, a Colonia, affrontando il rigore nordico e la rigenerazione urbana e siglare anche un nuovo simbolo tra Catania e Londra con il Terzo Fiore (Villa Bellini, Brick Lane), fino a convergere stabilmente dal 2021 ad oggi in Sicilia. Si strutturano così Alcune delle stazioni identitarie dislocate tra il Castello Normanno di Aci Castello e la topografia sacra di Catania, attraverso il Palazzo della Cultura, il Mercato Popolare e lo scorrere sotterraneo dell’Amenano. Questo immenso corpus itinerante si organizza attorno a una polarità geometrica e spirituale di impianto strettamente gnostico: al mondo fenomenico delle ragnatele sterili e delle forze aride ipostasi di un sistema socio-culturalmente sclerotizzato e dominato dalle ombre dell’annichilimento dell’individualità creatrice, così si oppone l’Oasi, nucleo di resistenza ontologica che trova nella prossimità biogeografica con l’Etna e il territorio degli Iblei la propria scaturigine energetica. Questa dialettica spaziale si manifesta emblematicamente nell’installazione della mela rossa posta al centro del labirinto circolare tracciato sul pavimento del Cortile delle Nevi: un nucleo di colore puro e biologico che sorge come asse del mondo in mezzo alle spire in bianco e nero del cammino terrestre, offrendo un baricentro visivo e spirituale all’occhio del lettore. Qui la prassi pittorica e la scrittura poetica, culminata nella monografia I Tre Pesci e il Pulitore del 2024, procedono per condensazioni analogiche e fulminazioni intuitive; le parole, prelevate dal pozzo dell’esigenza, agiscono in sincronia con il colore acrilico puro per fungere da sostrato metafisico e nutrimento notturno. L’intero archivio digitale si trasforma in un ipertesto iniziatico e in un’architettura aperta: un invito in cui il fruitore è chiamato a decodificare gli antichi semi per partecipare alla rifioritura della coscienza identitaria e spirituale di una terra che sa espandersi fino all’abbraccio globale, configurandosi, in definitiva, come un atto di resistenza visionaria e un dono metafisico teso a sottrarre l’arte contemporanea alle ombre della sterilità formale. (Alchimia della Forma)

Alchimia della forma Cortile delle Nevi

IMPRINTS OF PEACE ICELAND 2018

Hallgrímskirkja (Rangárþing eystra, Þingvellir National Park, Grindavík, Reynisfjara,) Connessione Palazzo della Cultura Catania (Etna) / Acrylic: 150/91 Cm. (Planet Responsibility) – Ogni cosa che desidero è dentro di me. Raccogliere impronte, passato sotterrato, presente contemporaneo, visioni future. Vibrazione, raggi del tempo, connessione, preghiera, saluto, inchino, registro immagini, arricchisco il cuore, respiro aria di mondo, il tetto è fatto di stelle. Gentile Cattedrale oso entrare nel tuo Altare, è tutto naturale, il vento sembra cantare, la pioggia intonare, amo il tuo ascoltare. Organi portano la lieta notizia, tutto prende fiato. Benvenuto nel mio cuore, Santuario della Benedizione. \ Famiglia Universale, Islanda Testimone Salvaguardia Pianeta. Il popolo Islandese è vivo, pacifico, connesso, figlio della terra, rispetta le radici, gli elementi sono parole a cielo aperto. Ritornerò è spontanea riflessione. Magia, coraggio, amore, intrecci che ogni momento ricordano l’unione nella luce, piccole scintille si incontrano nei sogni, dentro segrete grotte alcuni sogni diventano realtà. Il mio cuore dopo aver bevuto l’acqua viva dei laghi, respirato il vapore dei vulcani, meditato la forza dell’acqua delle montagne, oggi si sente più pulito. Grazie popolo Islandese, resterò sempre unito al vostro pensiero, i vostri bambini saranno sempre forza di speranza nelle mie preghiere. (Armato di un solo cucchiaino)

1 IMPRINTS OF PEACE ICELAND 2019 @ Planet Responsibility

1 Hallgrímskirkja Islanda Catania Palazzo della Cultura Acrylic Claudio Arezzo di Trifiletti

2 IMPRINTS OF PEACE ICELAND 2019 Planet Responsibility

2 Hallgrímskirkja Islanda Catania Palazzo della Cultura Acrylic Claudio Arezzo di Trifiletti

imprints of peace connecction iceland catania

3 Hallgrímskirkja Islanda Catania Palazzo della Cultura Acrylic Claudio Arezzo di Trifiletti

Nuovo Ciclo, Essere l’Incontro

Una delle regole nella commedia, era rigenerarsi attraverso la sottomissione. Coloro che non riuscivano a sentire vivevano nel dolore, e per sopravvivere involontariamente lo provocavano, disconoscendo la gioia di un raggio di sole, l’emozione della rugiada, l’odore della pioggia. – Implementare Casa delle Api. (Pillole di memoria) / Natura primitiva, Visione, Cieli di Gennaio, Mia, Filosofia delle Nuvole, Con l’anima tutto diviene antenna, Filosofia degli odori, Speranza, Ricordo mantiene memoria, Ogni cosa ha un racconto, Nettare del cratere, l’Amore per le bacheche, Ricerca, Mi piace sentirlo sospeso (Carbone Minerale) – Quanto voglio bene alla mia sempre piccola cugina, mamma e moglie delle più bimbe che conosca. \ Sembra tutto un incastro ma non lo è, Filosofia dei colori. Quando la tovaglia è in tavola è sempre compagnia. Rosa del mio cuore Project Hybrids / Quando rifarà brutto tempo, salite con i ragazzi di sera fine lavoro per un tè in famiglia. (Mezzanine Living)

1 natura primitiva @cortiledellenevi 2 @cataniavisionaria claudio arezzo di trifiletti 3 Cieli di Gennaio @cortiledellenevi

4 cerchi d'oro @mia piazza giovanni verga catania visionaria 5 Filosofia delle nuvole @cortiledellenevi

6 Con l'anima tutto diviene antenna

7 filosofia degli odori @cortiledellenevi

8 La Speranza @mezzanineliving 9 Ricordo mantiene memoria @cortiledellenevi 10 Ogni cosa ha un racconto @mezzanineliving 11 nettare del cratere @cortiledellenevi 12 l'amore per le bacheche @mezzanineliving 13 Nettare del Cratere @1mqdb 14 Antico Carbone Minerale, mi piace sentirlo sospeso! @mezzanineliving 15 Quanto voglio bene alla mia sempre piccola cugina, mamma e moglie delle più bimbe che conosca 16 sembra tutto un incastro ma non lo è @mezzanineliving 17 filosofia dei colori @cortiledellenevi 18 Quando la tavoglia è in tavola è sempre compagnia @mezzanineliving

19 rosa del mio cuore Project Hybrids

Mietitura del sentimento

Quello che mi fa paura è l’ignoranza di taluni personaggi, che hanno contribuito a fare di questi tempi discordia e sterilità nella parola, ma una cosa mi fa ancor più paura, e sono coloro che li ammirano e cercano esempio nelle loro gesta prive di qualsiasi scrupolo. – Volumi di storie, vite intrecciate, testimonianze ricordano quante onde a scaldare quel timore che sapeva di gelide notti. Tremolio di un sogno che sperava fare rifugio, cannibale è il momento, mietitura del sentimento. (Casa Museo Sotto l’Etna)

Volumi di storie, vite intrecciate, testimonianze ricordano quante onde a scaldare quel timore che sapeva di gelide notti. Tremolio di un sogno che sperava fare rifugio, cannibale è il momento, mietitura del sentimento.

casa museo sotto l etna

contemporary artist in sicily

sicily studio contemporary artist

arte involontaria casa museo sotto l'etna

Comunicazione Indipendente @ 2007

Vivere quel trentaseiesimo piano nei disegni di un sognatore che camminava nudo per le strade oniriche di quella metropoli, e che da lì, la notte parlava con la luna fino alle prime luci di quel corallo che albeggiava. (Empire State Building)

1 imprints berlino pace a tutti gli ambasciatori italiani polvere imprint barcellona

2 claudio arezzo di trifiletti nel panorama dell'art brut oggi tra psicologia e verità

3 claudio arezzo di trifiletti nel panorama dell'art brut oggi tra psicologia e verità

4 claudio arezzo di trifiletti nel panorama dell'art brut oggi tra psicologia e verità

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7 claudio arezzo di trifiletti nel panorama dell'art brut oggi tra psicologia e verità

8 press claudio arezzo di trifiletti 2007

9 press claudio arezzo di trifiletti 2007

10 press claudio arezzo di trifiletti 2007

11 press claudio arezzo di trifiletti 2007

12 imprints castello normanno di aci castello

12 imprints piazza università catania visionaria

13 Gian Maria Musarra In a Vision Claudio Arezzo di Trifiletti

14 recensioni claudio arezzo di trifiletti 2007

15 recensioni claudio arezzo di trifiletti 2007

16 recensioni claudio arezzo di trifiletti 2007

17 recensioni claudio arezzo di trifiletti 2007

L’alfabeto delle farfalle

Da tempo oramai faccio algoritmi proprio come una farfalla, l’obbiettivo non è materiale, spirituale è la forma, il contenuto cerco farlo agire nello spaziotemporale. Grato – MI trovavo in un piano alto di un rinomato grattacielo newyorkese, ero lì perché lì era l’inizio di imprints of peace. Ogni mattina, la vigilanza mi accoglieva nonostante il freddo periodo che si era abbattuto su Manhattan dopo le Torri Gemelle, con fare familiare, come sapessero tutto di me, mi leggevano l’anima, mi abbracciavano silenziosamente. L’empire State Building era il mio centro, e tutti coloro che incontravo per le strade sapevano della mia missione, nonostante non riuscissi a parlare la loro lingua, una ne era protagonista ed era quella del cuore, del fare, esperienza universale. Posso confermare che quella terra, isola in mezzo al mare mi abbia riconosciuto, accudito in ogni momento, seguito e protetto in ogni aspetto. La mattina fino alla sera, tutto era connesso, dalla goccia d’acqua che splendeva al sole prima di intonare la sua discesa a terra, al passerotto che mi raggiungeva a quell’altezza dove il vento correva portando con sé messaggi e pensieri di un mondo che resisteva. Oggi mi ritorna in mente quel momento, un semplice istante di consapevolezza e di libertà, il volare con le proprie ali, l’esserci per dovuta natura, splendere nella conseguenza delle proprie scelte. (2007/2024)L'alfabeto delle farfalle

Il Silenzio è dove dormo la notte

Sarebbe un vero peccato non mantenere fede alla promessa, il voler realizzare quel sogno così tanto atteso. Bambino, immaginavo le prime macchine multimediali proteggere il quotidiano, mi aggiravo tra i tavoli da gioco, aggiornando la prima banca dati su un quadernetto a righe. Ricercare, comunicare, viaggiare in un grande universo, difficile comprendere chi vaga in questa dimensione. / Una grande rassegnazione, l’evidenza dei fatti lascia impietriti i passanti, con apparente disinvoltura fanno finta non accorgersene. (Il ritorno della carta del pane)

1mqdb mondo vibrante

1mqdb roseto

1mqdb alla luce del sole

Mi identifico come una persona libera

Qualunque soggetto può essere contemplato, dagli occhi profondi del fanciullo interiore: qualunque tenue cosa può a quelli occhi parere grandissima. (Giovanni Pascoli) – Il tempo passa, i remi si sfaldano, le onde mantengono lo stesso suono, il mare cambia prospettiva. Vocio di un caffè sotto i rami di un ficus. Realizzare una distesa che congiunga mari e deserti, cieli e fiumi, fluida la mente elabora gli spigoli del vissuto. La luce che trapelava per le scale mi parlava fin dalla tenera età, vediamo i pianerottoli come spazi comuni, nel mio sentire sono livelli di coscienza che tutti vivono ma pochi contemplano.

cortile delle nevi catania visionaria

Colori al Vento

Mettiamo il passato nella misericordia di Dio, il futuro nella sua provvidenza e facciamo del presente un atto d’immenso amore. (Sant’Agostino) – Maglie, colori scelti dall’armadio. Che privilegio avere una casa, una porta sempre aperta. Non desidero dare seguito al rifiuto, sono belle le storie che le riguardano, tante buone azioni per la strada di tutti i giorni. Legni di mare e legni di servizio, scala dopo scala prendono forma, condividono la scena. Una croce verso il mare, una benedizione, raccomandazione di colui che sente per vedere. Quante anime premature salgono in cielo? Le traversate della speranza verso un vortice che inghiotte il sogno. Riflessioni di una notte in preghiera. (Cortile delle Nevi)

installazioni arte involontaria colori al vento cortile delle nevi

Sarebbe bello intonare la pioggia di preghiera

Ciò che è oggi dimostrato fu un tempo solo immaginato. (William Blake) – Le imprecisioni dettate dal caso lasciano scorgere all’osservatore delle precise linee, dei vocaboli che prendono forma, divenendo parte non assoluta ma indispensabile per giungere all’atto culminante. Ed è proprio iniziando che si porta avanti una ricerca, percezione dopo accorgimento, la coda dell’occhio si rammarica dell’istantanea immagine dissolta, testimonia continua presenza. (Scale del sapere)

sarebbe bello intonare di preghiera la pioggia living

scala del sapere

mezzanine living appunti di un diario visionario