Quanta bellezza ci riserva ancora questo Pianeta! Abbiamo percorso circa 680 km, da Catania a Palermo, ci siamo fatti cullare dal suono ipnotico di Cala Rossa a Terrasini, goduti un tramonto fino a Messina, contemplato un manto stellato tra il respiro di fuoco dell’Etna e i Megaliti dell’Argimusco. Lo spettacolo delle montagne vibranti, l’emozione attraverso l’occhio del cuore. Sentire prima di vedere, sognare, comprendere, ripercorrere un tempo dove nulla svanisce, introduzione dentro uno spazio temporale. Un santuario tra le corsie delle ruote gommate, sentieri antichi quasi occultati dal silenzio del conglomerato bituminoso, carovane di antiche speranze nella reminiscenza di coloro che si interrogano per ogni passo. Resistono vegetazioni spontanee arroccate tra le fessure della roccia primordiale, accolgono l’immaginario, minerali e memoria, elementi che nutrono la parola del suono. Bisognerebbe rifornirci di lumi a petrolio! Sedersi a spirale sopra la terra che apre le danze agli odori, dinanzi il patrimonio del sogno edificatore, l’iniziazione nel ristoro dei tempi, la culla ancestrale, il riconoscimento e ricordo della nobile essenza, la causa. L’acqua scorre sotto le millenarie radici, il tronco reciso dal vento è divenuto letto, la pietra intorno come cuscino addormenta nel candido il sogno riparatore del fanciullo. La caverna dove risiede l’aquila è abitata anche dal somaro, la stessa che nelle notti di gelo accoglie i lupi e i folti elicrisi destano dalle corse degli eventi. Amplifica ogni bene nell’aridità, ogni comune diviene solito nell’abbondanza. L’inestimabile sentiero del ritorno, l’ambito desiderio dei giusti, la preghiera di coloro che condividono la cesta, la grazia manifesta nella luce in ogni alba fino a giungere al ponte nella nebbia di una scala che cristallizza, il percorso dovuto, l’ascensione. (Sicily needs love)
Mistica Alchemica
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