Una precisa responsabilità storica e una visione geopoetica che attraversa cinque secoli di storia siciliana, unendo il rigore morale del passato all’atto creativo del presente sotto il potente vessillo universale di Sicily needs love e la missione planetaria di Imprints of peace. Nel 1532, l’umanista siracusano Claudio Mario Arezzo, Barone della Targia e Regio Storiografo dell’Imperatore Carlo V, scelse l’onestà intellettuale e abbandonò le stanze del potere per rifugiarsi nel silenzio di Messina, dove nel 1537 diede alle stampe il De situ insulae Siciliae, mappando i confini della Terra Natale per difenderne l’anima e la dignità contro l’oscurantismo dei potenti del tempo. Oggi, quella medesima nota vibrazionale si riattiva nel contemporaneo attraverso il concepimento di 500 sfere materiche per il pianeta, veri e propri microcosmi acrilici nati per imprimere una testimonianza indelebile di armonia, innalzare la frequenza collettiva e salvaguardare i più fragili, traducendo la massima dell’umanista “Geographia est oculus historiae” in un’astrazione cosmica tridimensionale capace di diffondere energia vitale. Questa immensa architettura celeste non appartiene alla dispersione, ma si frammenta in nuclei di luce e custodi di memoria per tracciare una nuova mappa nautica dello spirito, attraversando fisicamente lo spazio geografico dell’isola attraverso dieci città protagoniste, dieci capitoli indissolubili di un’unica epopea contemporanea che assegna a ciascun territorio un nucleo specifico di questa costellazione. Le prime 50 sfere si accendono nel tumulto di Catania per pacificare una terra ferita, le successive 51/100 risuonano tra le antiche pietre di Ragusa, le 101/150 richiamano il rigore e le radici profonde di Siracusa. Il cammino prosegue con le rispettive 151/200 sfere che sigillano il patto nel porto di Messina, per poi spingersi tra le 201/250 a portare la luce nell’altopiano di Palermo. Dalle 251/300 sfere ad ergersi maestose nella culla mitologica di Agrigento. La frequenza scava ancora il terreno attraverso le 301/350 impastate nell’argilla di Caltagirone. Vibra nel cuore roccioso e centrale con le 351/400 sfere in Enna, cavalca le onde estreme e i venti delle 401/450 a Trapani, fino a chiudere il cerchio sacro con le ultime 451/500 nel tempio di Mazara del Vallo. Tutta questa immensa costellazione tridimensionale cerca ora la sua coppa terrena, il suo alveo protettivo, l’individuazione di una Sala Consiliare Pubblica, uno spazio istituzionale che possa farsi tempio laico e contenitore di questa memoria pura, incarnando l’archetipo della coppa che raccoglie e della mano che dispensa. Custodi della Cultura del territorio, a riconoscere la necessità di proteggere questo Filo d’Oro, offrendo lo spazio fisico e muovendo l’intenzione affinché la pietra della Sala Consiliare Rispetto Pianeta diventi l’azione civile nell’amore verso il prossimo e la materia dello spirito possa risvegliare il mondo, la salvaguardia della bellezza universale. (Sicilia Visionaria)
Lettera Aperta alle Dieci Città Visionarie 500 Sfere Sala Consiliare Rispetto Pianeta
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