L’eredità del corpo nell’epoca delle vesti vuote

Il contemporaneo respira la saturazione del nulla. Le stanze del mercato, così come quelle della politica, appaiono oggi affollate da vesti appese: geometrie sottili, eppure prive di un corpo vero che le abiti, prive di sangue, di terra, di un’autentica verità. Sotto il peso e la grazia dell’Etna, l’opera si sottrae dolcemente a questo commercio di sole apparenze. La ricerca non è mai stata una finzione estetica, ma un atto biologico di pura sopravvivenza. Mezzanine Living, Casa Museo Sotto l’Etna, Spazio Fluido, Cortile delle Nevi e il silenzio sacro custodito nelle Terre di Martorina, sigillano i corpi vivi della traiettoria esistenziale. Non sono spazi nati per essere spartiti, merci sacrificabili, né recinti che si possano falciare attraverso le logiche del possesso o del sangue. Chi tenta di parassitare la luce altrui dimentica che la sorgente risponde soltanto a se stessa; che il magma impara sempre nel silenzio, a proteggere il proprio nucleo profondo. I confini si chiudono al rumore, alla manipolazione, a ogni forma di limitazione e imitazione estranea. Un rito di separazione, quasi sussurrato, tra la forma sterile del sistema e la vita pulsante dell’operatore di luce. La materia della ricerca appartiene alla terra, al cielo, e a quelle anime sensibili che sanno custodirne il corpo originario. (Architettura Bislacca)

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