Archivio tag: acrylic contemporary world

I Tre Punti. Ai Boati del Vulcano l’uomo tremava

Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli. (Proverbio del popolo navajo) – Ho scritto e riscritto, pensieri di salvezza, di futuro, di rispetto, di aiuto per questi tempi così pratici e distruttivi, poco conservativi. Rifiuto, dilemma interiore, riflesso del fallimento di una civiltà in pieno decadimento. Parola chiave, Risorse. La città è stata coperta dalla sabbia del Vulcano, le piante, gli alberi la percepiscono come prestigioso dono, ma l’uomo limitato nella velocità dell’apparire ci vede un problema. Vetro, cartone, ferro, organico, plastica, Datemi Spazio. Bisogno di fare, di resistere a questo dilaniare presente. Riscatta Piana, dovremmo impiantare intere coltivazioni di fico d’india, la foglia contiene molta acqua, si utilizzavano anche per piantare alberi dove acqua non arrivava. La sabbia che ha inondato la città è preziosa, non è rifiuto. Provo paura dall’estirpare dei nostri giardini, oro della Sicilia, Bionsà. Distese di fotovoltaico, nessun patrimonio supera l’essere una persona integra. Questo consumo è fuori misura, questi tempi sono ad alto tasso di usura. (Cortile delle Nevi)

1 cortile delle nevi acrylic contemporary painting arte involontaria i tre punti

cortile delle nevi spiritualità della madre

2 cortile delle nevi acrylic contemporary painting arte involontaria i tre punti

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19 cortile delle nevi acrylic contemporary painting arte involontaria i tre punti

I Tre Punti. Punto Secondo: Silenzio, Spazio del Suono

Tutta la natura sussurra i suoi segreti a noi attraverso i suoi suoni. I suoni che erano precedentemente incomprensibili alla nostra anima, ora si trasformano nella lingua espressiva della natura. (Rudolf Steiner) – La mia unica via di fuga è il fare, solo così riesco ad evadere dall’immobilità, dall’essere passivo in un mondo che velocemente si sta deteriorando. Ammiriamo la sommità della testa di un vulcano e ne facciamo clamore, pensiamo invece al corpo e alle continue torture che subisce in nome della velocità. Il paesaggio è il tema attuale in un contesto di discariche. Piantare un albero, cingerlo di pietre, spirituale è l’essenza. (Cortile delle Nevi)

1 abstract cortile delle nevi mural art i tre punti punto secondo acrylic claudio arezzo di trifiletti

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I Tre Punti. Punto Primo: Volontà della Speranza

La mano è guidata dal cuore, occhi seguono l’operare, l’essere affidato al respiro nel realizzare. Gratitudine di quanto male evitato, colore segue colore. Vorrei un mondo di pace, dove anche la parola guerra è debellata, che misero pensiero il recare danno. Non dimentico chi rovista tra i rifiuti alla ricerca di qualche cosa da masticare, e non mi rassegno a contrastare quell’ignorare. (Cortile delle Nevi)

1 I Tre Punti Punto Primo Volontà della Speranza Cortile delle Nevi Mural Art Acrylic Painting

2 I Tre Punti Punto Primo Volontà della Speranza Cortile delle Nevi Mural Art Acrylic Painting

3 I Tre Punti Punto Primo Volontà della Speranza Cortile delle Nevi Mural Art Acrylic Painting

The earth is reborn with the light of the sun.

elementi mansarda

elementi mansarda

Involontaria è la costruzione di un nido.

Involontaria è la costruzione di un nido.

Involontario gesto non prevede emozione.

Involontario gesto non prevede emozione.

prize

In una famiglia si decide tutti insieme cosa fare, ci si suddivide i ruoli, condivide risultati. Una città, Catania terra di Vulcani, Santi e Poeti, Musicisti e Scrittori. Una famiglia rispetta l’impegno, e questo si chiama premio. 

cosmic painting

Qui dove il mare luccica,
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza
davanti al golfo di Surriento
un uomo abbraccia una ragazza,
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce,
e ricomincia il canto.
Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai.
Vide le luci in mezzo al mare,
pensò alle notti là in America
ma erano solo le lampare
nella bianca scia di un’elica
sentì il dolore nella musica,
si alzò dal pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
guardò negli occhi la ragazza,
quelli occhi verdi come il mare
poi all’improvviso uscì una lacrima,
e lui credette di affogare
Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai
Potenza della lirica,
dove ogni dramma è un falso
che con un po’ di trucco e con la mimica
puoi diventare un altro
ma due occhi che ti guardano
così vicini e veri
ti fan scordare le parole,
confondono i pensieri
così diventa tutto piccolo,
anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita
come la scia di un’elica
ma sì, è la vita che finisce,
ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva già felice,
e ricominciò il suo canto
Te voglio bene assaje,
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai,
che scioglie il sangue dint’ ‘e ‘vvene sai

Caruso – Lucio Dalla

#privatecollectionimprintsofpeace
Installazione Antropologica Datemi Spazio
Portali Quantici Pittura Cosmica
Fino al 6 Gennaio h.9/19

Catania Palazzo della Cultura

tracer tracks

rispetto dei confini – testimonial della dinamica urbana –

Place-de-Clichy-Paris

Place de Clichy Paris – Private Collection Imprints of Peace

Originalità, intesa come irripetibile segno marcato ed elaborato dall’artista- un reiterato carpe-diem colto e raccolto. Viraggio e trasposizione della realtà in un contenitore sociale in cui la relazione e il confronto (dove la relazione è il confronto) sono essenze del vissuto quotidiano di etnie specifiche e non. i segni non segni appartengono allo scarabocchio primogenitore di tutti i linguaggi ancor prima dei graffiti testimoni di sopravvivenze, destinate, per arrivare fino a qui.

Moulin Rouge Imprints of Peace - Catania, Palazzo della Cultura fino al 6 Gennaio h.9/19

Moulin Rouge Imprints of Peace – Catania, Palazzo della Cultura fino al 6 Gennaio h.9/19

Indoor: il visitatore ha l’impatto soave pur investito da mille strade percorse di mezzo mondo, rappresentate dall’artista attraverso le sue tele. i colori testimonial di esperienze, traccianti, investono la famelica curiosità del visitatore che si pone con atteggiamento umile ma partecipativo. Claudio di Trifiletti insiste con la sua opera sul tema della pace nel mondo e ha ragione…molta; con coraggio e con capacità di visione ampia insiste ancora, prende a testimonianza le originali “orme traccianti” (mi piace connotarle così) e ne ricava ispirazione nonché linguaggio per comunicare partendo dall’assioma “ground”, casa/base dalla quale tutto principia. le ragioni del suo apparente visionario messaggio e approccio alla contemporaneità si può sintetizzare in un grande gesto, è quello di un grande ABBRACCIO. Di coraggio ne ha, si carica, così, di responsabilità dove la sua città Catania ne porta il vessillo e la storicità.

Pucci Bordone

acrylic details 2005

acrylic 2005

Particolare 2005 “Litigio nell’indifferenza”

scritto contemporaneo

Chi ha un nemico gli dà la possibilità di esistere

Il mio studio era su strada, difronte risiedeva l'Opera delle Sorelle di Calcutta

Sono stati tra i primi viaggi, sperimentavo polveri, da cui fare emergere vibrazioni

erano presenti ai miei occhi,

Sembrava quasi da bolle uscissero fuori volti,

Non siamo mai soli, quando facciamo parte del tempo diventa tutto sinergia

Nella preghiera nasciamo e nella preghiera salutiamo questa culla che ci ha visto crescere

riflessioni di una sera in compagnia di una dolce pioggia

E’ davvero inimmaginabile l’era che stiamo varcando, potremmo utilizzarci per il meglio, ed invece sembra che ci stiamo facendo sopraffare

wrote contemporary

acrylic contemporary world casa museo sotto l'etna

acrylic contemporary world casa museo sotto l’etna

Come segnalibro in questo quaderno una chiave esagonale, serve per modificare un letto. In macchina mi trovo, ascolto musica e rifletto assorbendo un mondo imposto, occhi respirano confusione, sembra quasi che ci sia una totale dimissione. Non importa quello che si possiede quando si è perso il più grande tesoro. Il più grande tesoro sommerso da vetrine, svendite colossali del nulla, incontri sradicati da quella sicurezza nell’anima, confronto con popoli di un’altra barriera, bambini che giocano nel vuoto degli anziani. Fermo in macchina un omino rosso mi chiede di farmi avanti, un vigile fischia, eppure sono fuori da qualsiasi dinamica, sono libero in una gabbia sbarrata da responsabilità. Gli abiti che indosso col tempo perdono colore, confido nella luce interiore. Mi dispiaccio per gli equivoci, le parole messe in bocca, le ali relegate attorno un sentimento. Quarantuno sono gli anni che precedono la mia rinascita, sono molti gli insegnamenti suggeriti nei giorni avvenire. Passeggio nei sogni, respiro il loro sudore, assaggio l’aria del vento che mi bacia, rivedo la mia fronte e scorgo un imbuto che non riesco a sigillare al mio cuore. Dicono che sia profondo, sensibile, ma forse è il risultato del rosso di una coccinella, del numero delle spine di un riccio, e la continua esigenza d’amare, ignorare le provocazioni figlie dell’ignoranza. Desidero rimettere tutto a posto, riporre il peso del mondo, sopra il planare di una farfalla, senza inseguire una palla, lanciando semi in una stella.